Infortunio e malattia

Come riporta l’articolo 2110 c.c. assetarsi dal lavoro per malattia e mantenere la propria posizione lavorativa è un diritto di ogni dipendente. Il datore di lavoro qualora sospettasse di una finta malattia o falso infortunio può ricorrere ai servizi dell’agenzia investigativa che avrà il compito di indagare riportando prove concrete sul comportamento del dipendente attraverso foto, video e pedinamenti allo stesso. Purtroppo questo genere di illeciti è in continua crescita sia nel settore pubblico ma anche in quello privato. Questo causa un danno enorme all’azienda o all’ente pubblico che, trovandosi difronte a questo genere di  eventi, sarà costretta a rivedere tutto il suo personale interno per fronte ad esempio alla riorganizzazione del personale.

In ambiato lavorativo, quando si parla di questo genere di illecito da parte di un dipendente, si fa riferimento ad una condizione inesistente di malattia o infortunio. Il lavoratore dipendente dichiara, magari anche grazie all’aiuto e appoggio del proprio medico curante, di essere in uno stato di malattia o infortunio  inesistenti.

Proprio grazie a questo illecito, il dipendente otterrà infatti ore o giorni di permesso retribuito.

Le cause che possono spingere il lavoratore  dichiarare una falsa malattia o infortunio nei confronti dell’azienda possono essere molteplici; carattere strategico, in quanto il lavoratore sceglie in modo ‘tattico’ i giorni di assenza, magari per anticipare o prolungare il week end, ancor peggio per svolgere una seconda attività.

Ricordiamo che la falsa malattia o un falso infortunio oltre ad essere reati sanzionabili con immediato licenziamento da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente, generano anche una Truffa nei confronti dell’ Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.